Una donna francese spiazza tutti: racconta la verità sulla Francia, quella che i media censurano

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Vivo in Francia da circa 15 anni e vi dico che stampa e TV non vi raccontano come stanno esattamente le cose. Si vuol far passare questo movimento di protesta come persone che vogliono un cambiamento sulle politiche dei carburanti. Le proteste non sono solo per l’amento del prezzo del diesel ma bensì sull’attacco portato avanti dal governo sul potere d’acquisto. Il diesel è aumentato finora del 27%, un nuovo aumento ci sarà a gennaio e poi ogni sei mesi fino al 2021 (fine del mandato di Macron). Tra l’altro dei 15 miliardi di introiti in più, solo 3 andranno alla transizione ecologica.

Il passaggio di proprietà è aumentato del 13%, il controllo tecnico del 100% e le multe del 130%. A proposito delle multe voglio dirvi che il governo ha liberalizzato l’attività. Non ci sono solo i poliziotti e i gendarmi a fare le multe ma anche i privati ed ecco perché un aumento (in euro) del 130%. Tra l’altro queste aziende cercano personale, ti danno un auto provvista di radar e tu devi circolare, seguendo un itinerario, per 8 ore rispettando i limiti di velocità. A fine giornata la società scarica i dati e invia le multe. Stipendio 1.600€ al mese netti.

Ovviamente l’aumento dei carburanti genera un aumento dei trasporti e quindi dei prodotti. Verrà introdotta nel 2019 la eco-tax che riguarderà tutti i camion, non solo i TIR che circolano su autostrada ma tutti.

Le tasse sulle pensioni sono aumentate mentre è stato abolito il contributo di solidarietà pagato dai più ricchi. Era stato promesso il taglio dell’imposta sulla casa che poi è stato ritirato. E’ aumentato il prezzo delle assicurazioni, energia, medicinali, ecc, ecc. E’ stato ridotto da 1000€ a soli 100€ il contributo per cambiare gli infissi nelle case più vecchie. Il contributo per i pannelli solari non esiste più e la chiusura delle centrali nucleari più vecchie posticipato al 2035.

Per farla breve, Macron sta facendo in Francia quello che Monti ha fatto in Italia cioè attaccare il potere d’acquisto per creare disoccupazione e far scendere i salari. Altro che ecologia.

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