“Sniffare” il rosmarino? Ecco cosa ci succede:

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Il rosmarino è un’erba meravigliosa con una tradizione che dura millenni. Ha innumerevoli utilizzi sia in cucina e in erboristeria. La famosa erbalista Juliette de Baïracli Levy disse in un’intervista che se doveva cambiare casa, la prima cosa che farebbe è piantare il rosmarino. Le sue proprietà sono davvero tante e fin dall’antichità è stato collegato con il miglioramento e sviluppo del cervello.

In Amleto di Shakespeare, Ophelia dice: “C’è il rosmarino, che è per il ricordo.” Infatti già si sapeva che migliorava la memoria tanto che è stato a lungo utilizzato come simbolo di rimembranza durante i matrimoni, commemorazioni di guerra e funerali. Veniva anche bruciato e le sue ceneri gettate sulle tombe come simbolo del ricordo per i morti. Gli arabi del periodo medievale lo usavano spesso e lo elogiano come la pianta che “conforta il cervello, la memoria e i sensi interiori”. Le proprietà benefiche del rosmarino si conoscono già dall’antichità, infatti i greci indossavano corone di rosmarino in occasione degli esami.

A causa di questa associazione apparentemente esoterica, il rosmarino è a volte stato usato come una sorta di amuleto, e messo sotto i cuscini o semplicemente appeso in casa come un mazzo di fiori, e si credeva che l’utilizzo del rosmarino in questo modo avrebbe protetto il dormiente da incubi, così come aumentato le capacità cognitive.

Ciò che si sapeva migliaia di anni fa sul rosmarino è stato confermato da diversi studi scientifici.

Rosmarino. Ideale per anziani e studenti

L’olio essenziale di rosmarino è stato osservato che stimola l’acetilcolina, un neurotrasmettitore che mette il cervello in condizione di lavorare al massimo dell’efficienza.

Il ruolo di olio essenziale di rosmarino in aromaterapia come un agente che favorisce la chiarezza mentale è stato convalidato dallo studio di Moss, Cook, Wesnes, e Duckett (2003), in cui l’inalazione di olio essenziale di rosmarino ha migliorato significativamente le prestazioni per la qualità complessiva della memoria e la memoria secondaria dei partecipanti allo studio.

In uno studio su 28 persone anziane (in media 75 anni) ha trovato statisticamente significativi miglioramenti delle prestazioni cognitive con dosi di foglia secca in polvere di rosmarino.

Un altro studio condotto da Mark Moss e Lorraine Oliver presso la Northumbria University, Newcastle ha individuato il 1,8-cineolo (un composto di rosmarino) come agente potenzialmente responsabile per il miglioramento delle prestazioni cognitive e l’umore.

Ulteriori studi di Mark Moss e il suo team hanno osservato miglioramenti della memoria fino al 75% con la diffusione di olio essenziale di rosmarino.

E’ quindi particolarmente utile nel contrastare l’Alzheimer, il decadimento cognitivo e i disturbi della memoria.

Per chi studia o svolge un lavoro intellettuale deve sapere che è stato inoltre rilevato che 1,8-cineolo entra nel flusso sanguigno dei mammiferi dopo inalazione o ingestione. [7] E’ interessante inoltre sapere che in uno studio del 1998 pubblicato sul Journal of Neuroscience, è stato dimostrato che il rosmarino aumenta la vigilanza, e la lavanda aumenta la precisione nel pensiero matematico.

Il rosmarino però non è l’unico prodotto naturale che aiuta la memoria e la concentrazione: il più famoso è sicuramente il Ginkgo Biloba molto usato in caso di demenza e negli anziani per potenziare le facoltà intellettive.

Può essere quindi utile fare una miscela di questi due oli per avere un effetto combinato molto efficace e dimostrato scientificamente oltre che dalla tradizione millenaria! Per arrivare a questi dati, i ricercatori hanno effettuato alcuni test all’interno delle scuole britanniche: hanno sparso questo aroma in alcune classi e in seguito hanno svolto un test.

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