Sanremo, ecco la verità che nessuno dice

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La questione non è se Mahmood sia bravo o meno, se la canzone “Soldi” abbia un significato o che il suo autore sia ormai, di fatto, pienamente integrato nel sistema Italia.

Il tele-voto aveva abbondantemente bocciato Mahmood e in più la sua canzone non rientra nella tradizione musicale italiana, discutibile e disprezzabile quanto si vuole ma che si caratterizza per determinati canoni.

Semplicemente, si è voluto far passare il messaggio che “multiculturale è bello”.

È stata una vittoria politica questa, così come quella della scorsa edizione.

Si vuole far passare il messaggio che se non si è completamente italiani, si ha una marcia in più.

Questo è l’aspetto più disprezzabile di tutta la vicenda.

Dopodiché sulla canzone ognuno ha il diritto di avere i suoi gusti, le sue opinioni.

Faccio semplicemente osservare che bombardando l’opinione pubblica di messaggi subliminali filoimmigrazionisti si rischia di provocare l’effetto opposto a quello voluto, stimolando sentimenti di rifiuto e chiusura più che di integrazione, sentimenti che potranno travolgere anche chi, come Mahmood o come Ermal Meta, ormai è italiano di fatto.

Rendetevene conto perché gli italiani non sono stupidi.

(Tratto e rielaborato dalla pagina di Franco Marino)

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