Lanciato allarme alimenti esteri pericolosi: “Non mangiate gli alimenti di questa lista…”

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L’analisi è stata condotta grazie alle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) rese note in occasione della presentazione delle nuove norme che impongono di indicare nell’etichetta l’origine di tutti gli alimenti.

La Coldiretti ha pubblicato la lista degli alimenti maggiormente segnalati: al primo posto con 24 notifiche il pesce dalla Spagna per mercurio e infestazione di Anisakis 14.

Poi 23 notifiche per le ostriche dalla Francia per Norovirus, per il pollo dalla Polonia per Salmonella enterica 8; per il pesce dalla Francia per Anisakis 8, per le nocciole dalla Turchia per aflatossine 7; per le cozze dalla Spagna per Escherichia Coli 7; al settimo posto troviamo le arachidi dall’Egitto per aflatossine con 6 notifiche, il manzo refrigerato dal Brasile per Escherichia Coli-Shigatoxin con 6; poi le nocciole da Azerbaijan per aflatossine con 6 e infine al decimo posto il pollo dal Brasile per Escherichia Coli-Shigatoxin con 6.

Il 17 per cento delle segnalazioni, quindi 70 su 398, erano relative a prodotti di origine nazionale, mentre il 49 per cento, ossia 194 su 398, erano di prodotti che provenivano da Paesi dell’Unione Europea e il 34 per cento, ovvero 134 su 398, da Paesi extracomunitari. Dunque l’83 per cento dei prodotti dannosi per la salute provengono dall’estero.

Nella relazione della Corte dei Conti Europea del 15 gennaio sui “pericoli chimici negli alimenti che consumiamo”, si chiede alla Commissione Europea di spiegare “quali misure intende adottare” per garantire che tanto gli alimenti importati quanto quelli prodotti nella Ue, siano sicuri.

La Coldiretti ha precisato che i prodotti extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte di quelli Made in Italy, ma è difficile rintracciare rapidamente quali siano i prodotti dannosi in modo tale da toglierli dal commercio, anche perché si genera un calo di fiducia che provoca a sua volta una riduzione dei consumi, con conseguente crisi del comparto economico e perdita di posti di lavoro.

“L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti” ha detto il presidente della Coldiretti, sottolineando che “va anche tolto in Italia il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero per consentire interventi mirati in situazioni di emergenza sanitaria che si ripetono sempre più frequentemente”.

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