Il 1° luogo in cui inaliamo sostanze chimiche è la nostra CASA: ecco 5 sostanze da evitare assolutamente

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Dai materassi ai detersivi fino alle fragranze utilizzate per profumare gli ambienti. Le sostanze chimiche entrano nelle nostre case da diverse fonti ma un modo per difendersi esiste. La blogger “verde” Kris Carr ha messo a punto una lista di sostanze chimiche da cui stare alla larga. Vi riproponiamo il suo elenco e le soluzioni per ridurre al minimo l’esposizione.

  • La formaldeide è un gas infiammabile che ha un forte odore (si soffoca!). È un cancerogeno noto che si trova nella produzione di prodotti in legno e in alcuni prodotti per la casa come colla, smalto e vernici. E’ importante evitare i prodotti che contengono questo ingrediente pericoloso, mantenere l’umidità bassa e facendo aerare costantemente gli ambienti.
  • Il benzene è derivato del carbone e del petrolio e può essere trovato in plastica, detergenti, fumo di tabacco e pitture, solo per citare alcuni esempi. È considerato un composto organico volatile (i Voc sono gas che rilasciano i prodotti nel tempo) ed è stato strettamente legato alla leucemia. Evitare il fumo di sigaretta e limitare la sosta nei pressi di gas di scarico per ridurre l’esposizione .
  • Il cloro si trova in un sacco di prodotti per la pulizia della casa (basta pensare ai lavapavimenti, ai detergenti per piastrelle, ai detersivi per la biancheria e al candeggiante). Questo ingrediente causa irritazione agli occhi, alla gola e al polmone, e se mescolato con l’ammoniaca, crea gas velenosi. Anche in questo caso, aprire le finestre di casa può essere una buona soluzione.
  • Gli ftalati si trovato in molti prodotti dai contenitori di alimenti di plastica allo shampoo. Possono compromettere il sistema endocrino. L’ideale sarebbe utilizzare i contenitori di vetro e leggere con attenzione la lista degli ingredienti dei prodotti di bellezza che si utilizzano. Se contengono ftalati sarebbe meglio trovare un’alternativa più sana!
  • I Pcb Sebbene la produzione industriale dei Pcb sia stata interrotta o drasticamente ridotta fra gli anni ’70 e gli anni ’90 a livello mondiale, essi sono ancora presenti nell’ambiente in conseguenza delle loro caratteristiche chimiche e fisiche. La maggior parte della nostra esposizione deriva dall’aria (quando queste particelle vengono rilasciate attraverso la decomposizione di prodotti più vecchi) e attraverso il cibo. I pesci, ad esempio, sono particolarmente propensi a trasportare Pcb nei loro corpi, dal momento che le sostanze chimiche sono entrate nell’acqua.

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