Ecco le nuove rivelazioni sui tre italiani di origine napoletana scomparsi in Messico

321

Condividi su:

Erano in Messico per cercare fortuna, ma sono finiti nei guai quando hanno incrociato sulla loro strada in un paesino sperduto del Messico uno dei capi del cartello locale.

Erano improvvisamente scomparsi e si erano con loro eclissate anche altre persone tra cui esponenti della polizia locale, dalle ultime intercettazioni emergono dettagli che non lasciano presagire cose buone.

Ecco quando è stato riportato dal sito Ansa in queste ore:

C’è un’intercettazione telefonica che incastrerebbe «el Quince», uno dei due malavitosi arrestati nei mesi scorsi in Messico, che, secondo gli inquirenti, avrebbe informazioni sui tre napoletani scomparsi, in particolare su Antonio Russo e Vincenzo Cimmino. Dopo lunghi mesi di attesa, infatti, lo Stato messicano ha risposto al ricorso presentato all’Onu dall’avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie Russo e Cimmino. «Dalle indagini emerge un elemento fin ora non dichiarato dalle autorità locali – dice Falleti – il Quince (attualmente in carcere, ndr) era a conoscenza del rapimento degli italiani e questo dato emerge da un intercettazione telefonica nella quale conversa molto presumibilmente con un capo cartello locale il quale comunica di essere in possesso di due italiani che si chiamano Russo e chiede al Quince istruzioni su cosa fare. Il boss avrebbe quindi risposto “fatene ciò che credete”». «Ma c’è di più, – aggiunge il legale – sulla macchina guidata da Raffaele sono state trovate delle impronte digitali e si è ancora in attesa dei risultati».

Intanto il presidente della Oma (Organizzazione Mondiale degli Avvocato) ha depositato ricorsi e solleciti alla Corte interamericana diritti umani all’Onu di New York ed ha scritto al presidente messicano Andre’s Manuel Lopez Obrador. «Dopo un anno e mezzo e tanto lavoro processuale a livello internazionale – afferma Falleti – vogliamo risposte sia dai tribunali che dalla politica. Il sottosegretario Merlo è in partenza per una missione che toccherà anche questo tema. Speriamo che tutto il lavoro che ho svolto finora insieme con l’avvocato Herrera di Madrid possa essere di aiuto».

Condividi su: