UFFICIALE: l’Italia è tutta avvelenata, altro che Terra dei Fuochi! Ci sono altre zone…

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Siamo il primo paese europeo per morti premature da biossido di azoto e ozono e il secondo per quelle da polveri sottili. È un problema enorme e la politica ne parla il meno possibile.

Nelle ultime settimane, l’attenzione è tornata a concentrarsi sulla decennale emergenza della Terra dei fuochi: l’area che si estende tra la provincia di Napoli e quella di Caserta costantemente alle prese con i roghi delle discariche abusive (e in cui sono stati sotterrati milioni di tonnellate di rifiuti tossici). Una situazione estrema, sulla quale si cerca di intervenire anche utilizzando droni e telecamere per la sorveglianza; nel tentativo quasi disperato di monitorare una zona ormai diventata simbolo stesso dell’inquinamento ambientale con cui la Camorra fa affari.

Un simbolo che rischia però di farci dimenticare il dato più importante: tutta l’Italia è avvelenata da scorie tossiche. Secondo i dati dell’Ispra (Istituto per la protezione ambientale) – ripresi da Milena Gabanelli nella sua ultima Data Room per il Corriere della Sera – sono 12.482 i siti potenzialmente inquinati in tutto il Paese. E a differenza di quanto si potrebbe pensare, non sono affatto concentrati al sud, anzi: di questi, 3.733 si trovano nella sola Lombardia; più di mille nel Lazio, quasi 800 in Piemonte, 449 in Veneto.

Di questi oltre 12mila siti contaminati, 58 sono considerati talmente pericolosi da “comportare un elevato rischio sanitario”. Che cosa si fa per affrontare il problema? Si stanziano soldi per le bonifiche. La somma totale dei finanziamenti ha superato i 3 miliardi di euro; una montagna di denaro a cui però non ha fatto seguito un altrettanto imponente opera di bonifica dei 58 siti di interesse nazionale.

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