Se l’ISTAT vi telefona DOVETE rispondere. Altrimenti vi arriva la multa. Qual è il numero:

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L’Agcom ha assegnato una numerazione personalizzata all’Istituto Nazionale di Statistica: “Per gli italiani obbligo di risposta”.

Drizzate le antenne e segnatevi questo numero: 1510. È il nuovo numero telefonico che l’Agcom – su input del governo – ha assegnato all’Istat.

E da adesso in poi l’Istituto Nazionale di Statistica lo utilizzerà per contattarvi, a casa o in azienda (se ne siete titolari), per condurre indagini e rilevazioni.

E fate bene attenzione a non perdere la chiamata, perché è previsto l’obbligo di risposta per il destinatario e, soprattutto, una multa (!) per chi, appunto, non risponde agli squilli ricevuti. Negarsi al telefono, infatti, può venire a costare fino a 2mila euro se siete persone fisiche e 5mila in caso di imprese, come scrive La Verità. Già, perché l’articolo 7 del decreto di una norma datata 1989 prevede, per i cittadini italiani, “l’obbligo di fornire dati statistici”. E dunque, ora, l’obbligo di risposta all’Istat: “È fatto obbligo a tutte le amministrazioni, enti e organismi pubblici di fornire tutti i dati che vengano loro richiesti per le rilevazioni previste dal programma statistico nazionale”, recita il trafiletto.

Il sistema non è ancora a regime e, comunque, dovrebbe essere bidirezionale: anche noi potremo chiamare i call center dell’Istat e fornire agli operatori (probabilmente automatici) le risposte richieste. In questo modo ci si può togliere dall’impiccio e dal rischio di essere sanzionati per aver perso quelle chiamate.

Insomma, se vi chiama l’1510 è l’Istat, non è “stalking”” di qualche call canter che cerca di propinarvi chissà quale servizio, e dovete rispondere.

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