“Raccomandata in arrivo? Il postino fa uno squillo e poi ‘scappa’ lasciando l’avviso”

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Disservizi nella consegna delle raccomandate. Anche a Treviso monta la protesta. «Che modo è questo di Poste Italiane di recapitare le raccomandate lasciando di default l’avviso di giacenza nella cassetta della posta, senza nemmeno verificare che qualcuno risponda al campanello e firmi per il ritiro?», si chiede Ferena Lenzi dopo aver cercato invano di rincorrere il postino che il 21 settembre ha fatto uno squillo al suo campanello di casa ed è ripartito lasciando l’avviso di consegna.

Allo sdegno della copywrter trevigiana, con domicilio a Santa Bona, si accodano lamentele provenienti da tutta la città: centro storico e zona sud. Quasi tutti gli utenti raccontano la stessa situazione: sentono arrivare il postino ma il campanello non suona. E poi si ritrovano l’avviso di consegna nella buca delle lettere. Una situazione comune: moltissime persone sono in questa condizione.

LA RABBIA «Ho visto il postino, ero in giardino. Non ha suonato ha infilato il talloncino ed è ripartito», denuncia un utente. «Sono sempre in casa. E mi trovo l’avviso: diciamo che per fare in fretta non suonano neppure e tirano dritto». Il non recapito non obbliga solo gli utenti alla fila in Posta: per ritirare la raccomandata bisogna attendere due giorni. Anche per documenti importanti o in scadenza. In alcuni casi va anche peggio. A una famiglia residente in via Muggia, non è stato lasciato neanche l’avviso di giacenza. Hanno saputo che era giacente controllando attraverso il tracking online. La giustificazione? il vettore aveva finito gli avvisi. Altri hanno trovato l’avviso sotto la pioggia e il codice non era più leggibile, così la Posta ha avuto moltissimi problemi a ritrovare la raccomandata. E dopo la non consegna, il paradosso. «Sul ticket lasciato dal sollecito postino trovo scritto di scaricare sul cellulare l’app per verificare la disponibilità della mia corrispondenza presso l’ufficio e di prenotare il ritiro inquadrando il codice a barre presente sull’avviso- prosegue Lenzi- mi sembra davvero surreale, perché io la disponibilità l’avrei volentieri verificata de visu se il postino mi avesse dato 30 secondi per aprire il portone di casa».
SEGNALAZIONILa pratica è talmente diffusa che in molti hanno pensato di fare una segnalazione di disservizio. «La mattina successiva, in posta, mi hanno suggerito di usare il servizio Reclami del sito di Poste Italiane – conclude la donna – Bene, dopo aver compilato un sacco di campi obbligatori e fatto l’upload della copia dell’avviso, il sito è andato in down e non è stato possibile effettuare il reclamo». La storia di Ferena ha fatto il giro del web e della città: «Ai clienti diciamo di fare il reclamo – risponde Poste Italiane – per noi è essenziale per poter procedere ad un monitoraggio sulle consegne. È intenzione dell’azienda approfondire la cosa, per cui è utile che ci sia tutto scritto per capire dove e su quali parti della città effettuare le verifiche». Poste italiane fa sapere che i reclami possono essere fatti per telefono (chiamando lo 803160) tramite il sito internet (www.poste.it/scrivici) o chiedendo il modulo di reclamo scritto all’ufficio postale.